Rifrattometro di Abbe OPL



Rifrattometro di Abbe OPL.  
Questo esemplare non è stato rinvenuto negli inventari.
Tra i due oculari si legge: “OPL N° 2806 France”.
Non si hanno ulteriori indizi per l`identificazione.
L`esame attento dello strumento suggerisce che è stato molto usato; sia i prismi sia l`apparato ottico, sia il movimento della manopola di sinistra risultano danneggiati. Esso serve prevalentemente per la misura dell`indice di rifrazione n2 di un liquido.
La ditta costruttrice venne fondata nel 1919 col nome Société Optique et Précision de Levallois, S. A. alla periferia di Parigi. Nei suoi primi venti anni, la produzione dell`OPL riguardava: sistemi di puntamento, telemetri, microscopi e rifrattometri. In seguito divenne famosa per i suoi apparecchi fotografici. La società OPL cessa di esistere nel 1964. Dunque questa data suggerisce un limite da attribuire all`esemplare.
La parte ottica di questo strumento è costituita da due prismi identici di vetro flint con alto indice di rifrazione n1 incernierati e da due cannocchiali. La sezione dei prismi è un triangolo rettangolo con un angolo di 30°; le facce adiacenti sono distanziate da circa 0,15 mm perché all`interno di questo spessore viene messa una goccia del liquido da esaminare, purché abbia un indice n2 < n1.
Un cannocchiale ha un reticolo, e l`oculare presenta un campo ottico diviso in due semicerchi: uno chiaro e uno scuro.
L`altro cannocchiale permette sia la lettura dell`angolo sia la lettura dell`indice di rifrazione.
La misura va fatta in luce gialla del sodio (il cui doppietto D ha una lunghezza d`onda di circa 589 nm) e a temperatura costante di 20 °C. Infatti durante la misura viene fatta scorrere acqua che proviene da un termostato per provvedere alla costanza della temperatura dei due prismi. I metodi di misura sono due: a rifrazione limite e a riflessione totale. Il metodo a riflessione totale permette anche di misurare l`indice di rifrazione di solidi trasparenti isotropi purché il loro indice sia inferiore a quello dei prismi; in questo caso l`oggetto da esaminare deve avere una faccia piana da far aderire alla faccia del prisma superiore, e prende il posto del prisma inferiore. Con un obiettivo si osserva la scala che può essere ruotata con la manopola posta sul lato sinistro; gli ingranaggi sono usurati e si può oggi iniziare dal valore massimo per l`indice di rifrazione (moltiplicato per 1000) di 1700. In tal modo si apprezza fino alla terza cifra poiché tra 1700 e 1690 la scala è divisa in dieci parti uguali. Quando si giunge la valore 1530, alla sua sinistra appare il numero 95% e le due scale proseguono affiancate (tra 95% e 90% vi sono dieci divisioni). A 50% corrisponde 1420 mentre allo 0% corrisponde 1333, cioè l`indice dell`acqua. La scala dell`indice di rifrazione prosegue fino al valore minimo 1300. L`altro obiettivo è dedicato all`esame della luce proveniente dai prismi.

Bibliografia: M. Panitteri, S. Barcio. D. Marucci, Complementi di Fisica e Laboratorio, G. B. Paravia & C., Torino, 1967. Gli autori hanno insegnato al Montani e M. Panitteri ne è stato Preside.
Dal loro libro di testo sono state tratte le figure.

Per chi è interessato a vedere il rifrattometro di Abbe in uso si consiglia ad esempio una dimostrazione di Mauro Sabella:
https://www.youtube.com/watch?v=sLREj7YQuws .
Foto di Claudio Profumieri, elaborazioni, ricerche e testo di Fabio Panfili.
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