Recording Wattmeter Evershed & Vignoles Ltd N° 314886 1ª parte (G. Barbieri)


Il Recording Wattmeter Evershed & Vignoles Ltd, matr. N° 314886, è stato donato nel gennaio del 2016 dal P.I. Sig. Guido Barbieri di Modena, tramite Fabio Panfili e Stefano Luzi, e va ad arricchire la collezione del Montani. Prima parte.
Secondo la timeline, pubblicata nel sito http://www.richardsradios.co.uk/evershed.html ,
esso sarebbe stato fabbricato dopo il 1935 e molto prima del 1950.

Le tre targhette poste sullo sportello, sopra la finestra, riportano le seguenti scritte:
1) “RECORDING WATTMETER MURRAY SYSTEM – ALTERNATING CURRENT N° 314886 ”;
2) “S. A. Ing. S. BELOTTI & C. MILANO – PIAZZA TRENTO, 8”;
3) “EVERSHED & VIGNOLES Ltd – LONDON”.
L`Ing. Profumieri, dopo il consueto attento esame dei componenti, ha osservato il buon funzionamento del sistema wattmetrico e purtroppo che la molla del meccanismo ad orologeria che trascina la carta è rotta.
Il sistema Murday System serviva per eliminare la frizione tra la carta e il pennino.
Le dimensioni del wattmetro sono: h = 50 cm; l = 19,5 cm; p = 24 cm.

Una peculiarità della scala lineare è che si legge da sinistra verso destra e le divisioni vanno da zero a 1⋅4.
Questo strumento è il più complesso di quelli della ditta Evershed & Vignoles Ltd che fanno parte della collezione del Montani; oltre al meccanismo ad orologeria (per quanto non funzionante dopo le prove attente a cui lo ha sottoposto l`ing. C. Profumieri), esso presenta quattro bobine fisse e altrettante mobili, al loro interno, collegate con l`ago indicatore. Inoltre sul retro ha ben 32 rocchetti di filo costituenti altrettante resistenze per provvedere alle molteplici portate voltmetriche.


Nelle foto qui sopra si possono vedere le quattro bobine amperometriche fisse (due sopra e due sotto ad un sostegno) entro le quali vi sono le quattro bobine voltmetriche mobili, collegate all’indice; inoltre in una si vedono dall’alto: la molla a spirale piatta che produce la coppia per l’equilibrio del sistema mobile ed i dispositivi di regolazione dell’ago.



La prima foto qui sopra mostra il dispositivo di trascinamento della carta; le altre tre mostrano lo smorzatore: nel contenitore di color nero vi è olio che per viscosità frena la paletta collegata con l’ago indicatore, ben visibile nella terza foto.



Nella prima foto qui sopra si osserva la parte superiore con i diciannove morsetti; la seconda foto mostra l’equipaggio del kilowattmetro; la terza il contenitore dell’olio per il dispositivo smorzatore; la quarta mostra sotto un diverso angolo i particolari dello smorzatore.
Per dare un`idea al visitatore di una descrizione esauriente del funzionamento di un semplice wattmetro elettrodinamico, il testo L. Olivieri ed E. Ravelli, Elettrotecnica Misure elettriche, Vol. III, CEDAM, Padova 1962, descrive dapprima gli elettrodinamometri da pag. 111 a pag. 115 e poi i wattmetri elettrodinamici da pag. 241 a pag. 251; infine per gli strumenti registratori bisogna almeno leggere da pag. 412 a pag. 424.
Un foglio, incollato all`interno dello sportello, riporta le spiegazioni sul suo uso.
In rete si trovano molte notizie sugli strumenti prodotti dalla ditta, specialmente all`indirizzo: http://www.richardsradios.co.uk/test.html ,
ma su questo non si è trovato nulla di significativo.
Per consultare la seconda parte scrivere “Recording wattmeter” su Cerca.
Un sentito ringraziamento va al Sig. Guido Barbieri che, pur non essendo un ex allievo, ha voluto donare molti pregevoli strumenti al Montani. 
Foto e indagini di Claudio Profumieri, elaborazioni, ricerche e testo di Fabio Panfili.
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