﻿{"id":19058,"date":"2021-10-22T18:47:22","date_gmt":"2021-10-22T16:47:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/?p=19058"},"modified":"2024-08-28T19:47:55","modified_gmt":"2024-08-28T17:47:55","slug":"2-il-coherer-e-un-convegno-del-1985","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/2-il-coherer-e-un-convegno-del-1985\/","title":{"rendered":"Temistocle Calzecchi Onesti, il coherer e un convegno del 1985"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">di FABIO PANFILI<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Un giorno il collega e amico Prof. Mario Guidone, scomparso nel 2005, mi disse che quando si\u00a0 commemorano le persone che ci hanno lasciato, dopo tre righe di appunti si inizia a parlare di se stessi.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">E dunque in questo riassunto, mi permetto di \u00a0raccontare gli avvenimenti in prima persona.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Conobbi M. Guidone, fisico teorico di vastissima e profonda cultura, \u00a0nell\u2019ottobre del 1983, quando fui nominato per l\u2019insegnamento di fisica al \u201cMontani\u201d, ma avevo gi\u00e0 letto alcuni suoi brevi lavori.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Verso la fine del 1984 mi propose di fare una ricerca su un tubetto a limature metalliche adatto a rivelare onde elettromagnetiche, avvertendomi subito che non era un risonatore e, come era solito fare, non aggiunse altro.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">In seguito scoprii che egli aveva gi\u00e0 fatto passi decisivi per organizzare il convegno: \u201cTemistocle Calzecchi Onesti e il coherer nella conquista della telegrafia senza fili\u201d e che aveva fatto le sue ampie ricerche nel merito.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Mi stava mettendo alla prova.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">A quel tempo non c\u2019era internet e l\u2019unico modo per trovare subito informazioni era immergersi nella fornita Biblioteca del \u201cMontani\u201d, dove sono ben disposti libri dal 1860 ai giorni nostri. Spulciando tra le decine e decine di volumi di elettrotecnica, fisica e radiotecnica trovai molto materiale rispondente alla bisogna e lessi per la prima volta che uno degli inventori del coherer era Temistocle Calzecchi Onesti\u00a0 [ T. C. O.], ma era ben poco rispetto al lavoro che ci attendeva.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">\u00a0Temistocle Calzecchi Onesti, nato a \u00a0Lapedona il 15 dic.1853, visse in giovinezza a Monte Rubbiano\u00a0 dove mor\u00ec il 23 nov. 1922. Frequent\u00f2 il Regio Liceo di Fermo e consegu\u00ec la laurea in Scienze Fisiche e Matematiche a Pisa. Insegn\u00f2 poi nei licei dell\u2019Aquila, Fermo, Milano e Roma.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">\u00a0 Egli non fu il primo a scoprire le propriet\u00e0 elettriche delle polveri racchiuse in un tubetto, ma certamente esegu\u00ec, nel Gabinetto di Fisica del Liceo di Fermo, numerosi esperimenti sistematici tra gli anni 1884 \u2013 1886 che furono pubblicati nel Nuovo Cimento, come si dir\u00e0 pi\u00f9 sotto.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19059\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1gdf-052-01-10.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"759\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1gdf-052-01-10.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1gdf-052-01-10-300x152.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1gdf-052-01-10-1024x518.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1gdf-052-01-10-768x389.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">La figura \u00e8 a pag. 8 di G. Dragoni, M. Lodi, E. G. Garofalo, <em>L\u2019opera di Marconi. <\/em>\u201c<em>Fu vera gloria?<\/em>\u201d; dal\u00a0 Giornale di Fisica, della Societ\u00e0 Italiana di Fisica, Volume 52, gennaio-marzo 2011.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Il convegno si tenne nella grande e suggestiva Sala dei Ritratti del palazzo dei Priori, il 16 Marzo del 1985 (ci fu una variazione rispetto al d\u00e9pliant).<\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19061\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Depliant1.jpg\" alt=\"\" width=\"733\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Depliant1.jpg 733w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Depliant1-147x300.jpg 147w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Depliant1-500x1024.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 733px) 100vw, 733px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19097\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Depliant02.jpg\" alt=\"\" width=\"695\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Depliant02.jpg 695w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Depliant02-139x300.jpg 139w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Depliant02-474x1024.jpg 474w\" sizes=\"(max-width: 695px) 100vw, 695px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19098\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Depliant03.jpg\" alt=\"\" width=\"701\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Depliant03.jpg 701w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Depliant03-140x300.jpg 140w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Depliant03-479x1024.jpg 479w\" sizes=\"(max-width: 701px) 100vw, 701px\" \/><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\"> Cito nell\u2019ordine \u00a0gli interventi.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Prof.ssa Rosa Calzecchi\u00a0 Onesti: \u201cIl mio nonno nei miei ricordi infantili e nelle mie ricostruzioni posteriori\u201d. Prof.ssa Silvana Salemme: \u201cScienze e scienziati marchigiani all\u2019epoca di T. C. O.\u201d.<br \/>\nProf. Roberto Rossi \u201cIl ricordo di T. C. O. negli scritti marchigiani dal 1923 ad oggi\u201d.<br \/>\nProf. Claudio Marcotulli e Prof. Fabio Panfili: \u201cEsperimento nel laboratorio di storia della scienza e della tecnica; il coherer nelle prime trasmissioni radio di\u00a0 G. Marconi\u201d.<br \/>\nProf. Guerino D\u2019Addio:\u00a0 \u201cLe esperienze di T. C. O. nel Gabinetto di Fisica del Regio Liceo di Fermo\u201d.<br \/>\nProf. Alberto Cintio e Prof. Patrizio Verdecchia: \u201cL\u2019osservatorio meteorologico istituito da T. C. O.\u201d.\u00a0 Seguirono quattro interventi dei Docenti dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna.<br \/>\nProf. Gianfranco Sinigaglia: \u00a0\u201cModello di \u00a0coherer e dimostrazione sperimentale\u201d.<br \/>\nProf. Giorgio Tabarroni: \u201cL\u2019opera di \u00a0Vincenzo Rosa tra T. C. O. e Marconi\u201d.<br \/>\nProf. Giorgio Dragoni: \u201cL\u2019opera di Righi tra T.C.O. e Marconi\u201d.<br \/>\nProf. Silvio Bergia:\u00a0 \u201cAspetti del rapporto tra Scienza e Tecnica\u201d.<br \/>\nSeguirono infine il Prof. Vittoriano Valentini: \u201cAttualit\u00e0 di alcune proposte didattiche di T. C. O.\u201d<br \/>\ne il Prof. Mario Guidone: \u201cSulle questioni di Priorit\u00e0\u201d.<br \/>\nLa tavola rotonda conclusiva: \u201cNecessit\u00e0 della storia della scienza per l\u2019unit\u00e0 del sapere\u201d era presieduta dal Prof. S. Bergia.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Solo leggendo gli argomenti si nota che le sfaccettature del tema\u00a0 erano molteplici e intriganti.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Era il\u00a0 primo convegno a cui partecipavo e restai meravigliato della complessit\u00e0 dell\u2019organizzazione, nella quale spicc\u00f2 per competenza il Prof. Ettore Fedeli che cur\u00f2 anche la mostra dei documenti rinvenuti.<br \/>\nMa soprattutto imparai che \u00e8 molto difficile rimettere in funzione apparecchiature che hanno tra i sessanta e i cento anni.<br \/>\nInoltre ero tanto assorbito dal compito di illustrare in pubblico il nostro esperimento marconiano da non badare molto agli interventi che lo precederono <\/span><sup style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">(1)<\/sup><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\"> ; anche Marcotulli era preoccupato perch\u00e9 doveva condurre materialmente, insieme a\u00a0 Federico Balilli, la ricetrasmissione e qualcosa all\u2019ultimo momento non funzionava.<br \/>\nPoi la dimostrazione riusc\u00ec bene: il ricevitore Morse ticchett\u00f2 regolarmente a una distanza di una trentina di metri dal trasmettitore. Poca cosa se confrontata con i risultati di Marconi; ma egli usava oggetti nuovi e si deve pur riconoscergli la maestria nell\u2019ottimizzazione dei componenti e i lunghi tempi di prove su\u00a0 prove.<br \/>\nRicordo il commento di S. Bergia: \u201cBel colpo!\u201d.<br \/>\nPoi Marcotulli chiese il buio in sala e fece scoccare le lunghe scintille tra i terminali\u00a0 del rocchetto di Ruhmkorff: fu un momento pieno di suggestione.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Il gruppo del \u201cMontani\u201d, cui appartenevo, era composto dai fisici:\u00a0 M. Guidone, C. Marcotulli, F. Panfili, Giancarlo Traini e dal formidabile tecnico F. Balilli.<br \/>\nDovevamo ricostruire l\u2019apparato ad onde corte a fascio realizzato da Marconi nel\u00a0 1899 e illustrato \u00a0in una conferenza su: \u201c<em>La radiotelegrafia<\/em>\u201d nel 1922.<br \/>\nFurono rinvenuti non senza fatica: un grosso rocchetto di\u00a0 Ruhmkorff di fine Ottocento che produceva scintille di almeno 20 cm; un ricevitore telegrafico Morse del 1898 da poco restaurato dal tecnico Leone Bolognini; un tasto telegrafico Morse, un campanello elettromagnetico in C. C. e un relais, tutti dell\u2019epoca .<br \/>\nIl Liceo Classico A. Caro ci mise a disposizione le sue\u00a0 pur antiche antenne cilindriche a sezione parabolica: l\u2019antenna trasmittente aveva gi\u00e0 montato nel suo fuoco l\u2019oscillatore a tre scintille di Righi; mentre nel fuoco dell\u2019antenna ricevente mancava il coherer e non c\u2019era il foro per la decoherizzazione mediante il braccetto di un campanello (tapper).<br \/>\nPare certo che il tapper fu introdotto da A. S. Popov nel suo dispositivo registratore di scariche elettriche atmosferiche risalente al 1897.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19084\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/10marconianoTR1899.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1053\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/10marconianoTR1899.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/10marconianoTR1899-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/10marconianoTR1899-1024x719.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/10marconianoTR1899-768x539.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full 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con la supervisione di Guidone, presenti io e Marcotulli,\u00a0 si mise subito all\u2019opera. Trov\u00f2 un tubicino di vetro di circa\u00a0 4 cm di lunghezza e di 4 mm di diametro, poi realizz\u00f2 al tornio due cilindretti in ottone da inserire nel tubicino in modo che al centro restasse uno spazio di\u00a0 circa 4 mm. Ogni cilindretto era sagomato in modo tale da proseguire verso l\u2019esterno con una sezione molto minore (come un reoforo) affinch\u00e9 vi si potesse saldare un filo di rame per lato. Seguendo la \u201cricetta\u201d di Marconi, Balilli lim\u00f2 una moneta da 100 lire,\u00a0 pesando la limatura con una bilancia di alta precisione, mentre Marcotulli limava uno spigolo di un ciondolo d\u2019argento la cui polvere doveva costituire il 4% dell\u2019intera massa di 10 mg.<br \/>\nLa limatura cos\u00ec ottenuta andava messa tra i due cilindretti, non troppo pigiata e neppure troppo lasca.<br \/>\nSi procedette per tentativi fino ad ottenere una buona risposta del coherer.<br \/>\nNel lungo corridoio del Biennio, nonostante le numerose prove alle quali dedicammo interi pomeriggi,\u00a0 non riuscimmo a trasmettere oltre i 20 \u00f7 25 metri.<br \/>\nIo osservavo e andavo scrivendo la bozza\u00a0 per il mio intervento, che poi fu elaborata da Guidone per la pubblicazione degli atti.<br \/>\nIn seguito Balilli fabbric\u00f2 molti altri coherer, usando soltanto la limatura delle monete da 50 lire, che funzionavano con la stessa efficienza e imprevedibilit\u00e0.<\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19069\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/RicCoher.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1293\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/RicCoher.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/RicCoher-300x259.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/RicCoher-1024x883.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/RicCoher-768x662.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19070\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMGEmGiFaPa1745.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" 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Righi e dell\u2019antenna con il coherer (costruito da F. Balilli) sono state scattate dalla Prof.ssa Emanuela Giuliani nella Biblioteca del Liceo A. Caro di Fermo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Il Prof. Guido Pegna dell\u2019Universit\u00e0 di Cagliari aspetta nel \u00a0suo sito web che qualcuno gli dia una spiegazione esauriente: \u00abIl fenomeno \u00a0del coherer \u00e8 ancora misterioso. I fatti. 1) Una tensione continua di 3 V, applicata al coherer, non lo manda in conduzione. 2) Un molto pi\u00f9 debole segnale costituito da un\u2019onda sinusoidale smorzata lo manda in conduzione. 3) la frequenza dell\u2019onda smorzata non ha importanza: da pochi kHz fino ai GHz. 4) Ed \u00e8 pi\u00f9 strano: il coherer diventa conduttore a seguito di una scintilla anche se non \u00e8 alimentato ( pile staccate)\u00bb.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Ci\u00f2 che si osserva \u00e8 che se il coherer viene inserito in un semplice circuito alimentato da una pila\u00a0 fa passare una debolissima corrente dal comportamento capriccioso, ma se\u00a0 nei pressi scocca una scintilla e le onde elettromagnetiche [o. e. m.] investono la limatura, la sua resistenza che era dell\u2019ordine di 100 M\u03a9 \u00a0scende ad un centinaio di \u03a9 ed anche molto meno. Per interrompere la conduzione basta esercitare una lieve scossa meccanica sul tubetto.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">T. C. O. ruotava mediante una maniglia il suo coherer: un cilindro lungo ben 35 cm, con diametro interno di 2 cm (quello nella prima figura e nella mano sinistra di F. Balilli \u00e8 di propriet\u00e0 degli eredi che gentilmente lo recarono in mostra al convegno), descritto nella\u00a0 sua prima nota pubblicata nel \u201cNuovo Cimento\u201d nel 1884; alla quale seguirono due note pubblicate in due numeri della stessa rivista nel 1885 e nel 1886.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">T. C. O.\u00a0 ha il merito di aver eseguito a lungo e con metodo prove e controprove, cambiando sia i metalli sia le loro dimensioni, passandole al setaccio,\u00a0 e mutando altre condizioni, ogni volta ribadendo la sua meraviglia\u00a0 nell\u2019osservare il passaggio repentino alla conduzione (e l\u2019aumentare della corrente se le interruzioni fatte erano pi\u00f9 frequenti) chiudendo il circuito per pi\u00f9 volte in successione.<br \/>\nNel 1888 H. Hertz scopr\u00ec le onde elettromagnetiche e in seguito si scopr\u00ec che il coherer era un sensibilissimo rivelatore di quelle onde. E negli anni 1884-1886 Calzecchi Onesti non poteva immaginare che le scintille elettriche, da lui provocate durante le sue prove, generassero tali onde!<br \/>\nNella terza nota T. C. O. propose di usare il suo dispositivo come avvisatore microsismico.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">\u00a0Il Prof. E. E. D. Branly, forse senza conoscere i lavori di T. C. O., speriment\u00f2 la conducibilit\u00e0 delle polveri metalliche accorgendosi nel 1890 dell\u2019influenza delle o. e. m., ma era incerto sulle cause preponderanti tra la luce visibile della scintilla e le o. e.m. della scarica. La questione fu decisa in Inghilterra, dopo un vivace dibattito, dai professori O. Minchin e\u00a0 O. Lodge.<br \/>\nInfatti in seguito il Prof. Sir Oliver Lodge ebbe maggior consapevolezza \u00a0di questo processo, egli dal 1888 al 1894, dopo aver osservato al microscopio delle scintille tra le polveri [una sorta di microscopici archi elettrici], avanz\u00f2 l\u2019ipotesi che, quando le o. e. m. investono la limatura, si creano tra i granuli delle microfusioni \u00a0e avviene la conduzione; la scossa meccanica rompe le microfusioni.<br \/>\nDa qui deriv\u00f2 il termine \u201ccoherer\u201d o in italiano \u201ccoesore\u201d.<br \/>\nQuesta teoria fu accreditata per decenni, pur se non esente da critiche fondate.<br \/>\nLodge comunque divulg\u00f2 le esperienze di Branly.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">In un lavoro del 1969 i Proff. G. Senigaglia e \u00a0G. Tomassetti di Bologna hanno sottoposto ad alcune prove un coherer, forse costruito da\u00a0 B. Dessau collaboratore di A. Righi, alimentandolo con una tensione continua sovrapposta ad una alternata entrambe regolabili (per riprodurre le condizioni di lavoro marconiane), giungendo all\u2019ipotesi di tre fasi successive e ben distinte del passaggio dalla non conduzione alla conduzione. In una prima fase la conduzione avverrebbe\u00a0 solo per la componente alternata per via capacitiva. La seconda fase vede la formazione di micro giunzioni dirette e inverse del tutto casuali; aumentando la tensione le micro giunzioni inverse vengono distrutte e si passa alla terza fase nella quale le giunzioni presenti sono solo dirette. I risultati sperimentali non sono per\u00f2 riproducibili perch\u00e9 dopo ogni prova il coherer ha uno stato completamente diverso. Ogni transizione di fase poi \u00e8 improvvisa e catastrofica, pertanto le analisi dovrebbero avere un carattere statistico.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Una tale interpretazione si trova in sintesi nel libro di V. J. Phillips, <span style=\"color: #000000;\"><em>Early radio wave detectors<\/em><\/span>,\u00a0 Peter\u00a0 Peregrinus LTD., \u00a0Stevenage U. K. and New York, 1980. \u00a0Chapter 3 Coherers, pp. 18: \u00abThe coherer was perhaps the most important of all the early radio-wave detectors, and it was used in many different forms. It made use a phenomenon which occurs in a poor electrical contact, the sort of contact which the engineer of today would call a \u201cdry joint\u201d. Such an imperfect contact between two conductors normally exhibits a very high electrical resistance due, in large part, to the film of oxide which exists between two metals. When an alternating or direct voltage is applied between the conductors this resistance decreases quite markedly. A voltage of a few tenths of a volt is often quite sufficient to produce the effect. \u2026 during the period when coherers were being used there was considerable discussion and disagreement as to how exactly this resistance change came about. In fact, the phenomenon was never satisfactorily explained at that time because other, better, devices superseded them and interest was lost before the matter was resolved.\u00a0 \u2026.\u00bb.<\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19077\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Coherer-Marconi.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"641\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Coherer-Marconi.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Coherer-Marconi-300x128.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Coherer-Marconi-1024x438.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Coherer-Marconi-768x328.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Nella foto si vede un coherer di Marconi, il quale riusc\u00ec\u00a0 a renderlo molto sensibile e stabile nel funzionamento usando polveri di nichel e facendo anche un buon vuoto al suo interno, e ovviamente lo brevett\u00f2.<br \/>\nUn coherer\u00a0 dello stesso tipo \u00e8 nella mano destra di F. Balilli nella foto.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Per avere un\u2019idea della personalit\u00e0 del Calzecchi Onesti bisognerebbe leggere i suoi scritti sull\u2019insegnamento e il suo \u201c<span style=\"color: #000000;\"><em>Dizionario metodico illustrato<\/em><\/span>\u201d, conoscere il suo amore per la poesia che lo port\u00f2 a pubblicare nel 1906: \u201c<span style=\"color: #000000;\"><em>Scienza e Poesia<\/em><\/span>\u201d, una sua conferenza su\u00a0 Remigio Del Grosso e Antonio Stoppani. Egli era insegnante, usando un termine desueto, per vocazione; e nei suoi scritti sulla didattica si coglie, oltre all\u2019importanza data alla matematica, \u00a0un umanesimo di pretta ispirazione religiosa. Le ricerche sulle limature furono abbandonate all\u2019improvviso per intraprendere la rieducazione di due bimbe sordomute. Le competenze nel campo dell&#8217;acustica ispirarono i metodici esercizi a cui sottopose le due bambine e i risultati positivi furono riconosciuti perfino dalla Landes-Taubstummenschule di Vienna. Ebbe inoltre compiti amministrativi, per incarico dei comuni di Fermo e di Monterubbiano. \u00a0In lui si ritrovano insomma quei caratteri della cultura ottocentesca in cui la razionalit\u00e0 della scienza era unita all&#8217;impegno civile e sociale, caratteri che ritroviamo ad esempio in un illustre francese che diede l\u2019impronta al \u201cMontani\u201d Hippolyte Langlois.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">\u00a0Calzecchi, come altri intellettuali e scienziati a lui contemporanei, fu ricercatore e, insieme, maestro ed educatore.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Nel febbraio 2001 sui \u201cQuaderni del Consiglio Regionale delle Marche\u201d Anno V, N\u00b0 30, furono pubblicati gli atti di un convegno sugli scienziati marchigiani; tra questi vi \u00e8\u00a0 un articolo del Prof. C. Marcotulli riguardante una indagine in laboratorio, svolta con due allievi del \u201cMontani\u201d, dal titolo: \u201c<span style=\"color: #000000;\"><em>Temistocle Calzecchi Onesti<\/em><\/span>\u201d. Articolo apparso anche sulla rivista \u201cIl Montani\u201d.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Claudio Marcotulli si \u00e8 mostrato ben lieto che io riportassi questo riassunto del suo articolo, comprese le figure.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">\u00a0 \u00a0Per evitare interferenze che potevano\u00a0 disturbare gli esperimenti, questi si svolsero in una grande gabbia di Faraday. Oggetto delle prove era uno dei coherer fabbricati da F. Balilli; il circuito molto semplice prevede\u00a0 un generatore variabile in C.C.,\u00a0 un transistor nel cui circuito di base \u00e8 inserito il coherer, il transistor comanda l\u2019accensione di una lampadina da torcia elettrica (Vedi Fig. 1 ).<\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19078\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1-Marcotulli-356.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"854\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1-Marcotulli-356.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1-Marcotulli-356-300x171.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1-Marcotulli-356-1024x583.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/1-Marcotulli-356-768x437.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><br \/>\n<span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Lampadina che normalmente \u00e8 spenta poich\u00e9 il coherer offre una resistenza elevatissima; per\u00f2 basta provocare nelle vicinanze una\u00a0 scintilla con un accendino piezoelettrico per provocare la conduzione con accensione della lampadina. Conduzione interrotta da un piccolo colpo sul tubicino. Un secondo circuito col classico metodo volt-amperometrico (Vedi Fig. 2) serviva per rilevarne le caratteristiche; il generatore in C. C. era limitato in corrente.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19079\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/2-Marcotulli-357.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"792\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/2-Marcotulli-357.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/2-Marcotulli-357-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/2-Marcotulli-357-1024x541.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/2-Marcotulli-357-768x406.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">\u00a0Le conclusioni tratte dai due esperimenti in estrema sintesi sono le seguenti: 1) per tensioni dell\u2019ordine di 20 \u00f7 30 V la corrente \u00e8 dell\u2019ordine di pochi microampere, la resistenza del coherer risulta elevata e costante; 2) per tensioni diverse per ogni prova ma dell\u2019ordine di 50 \u00f7 \u00a060 V il coherer entra spontaneamente in conduzione, la corrente inizia a crescere ma \u00e8 impossibile misurane sia l\u2019andamento sia i valori, la resistenza si assesta su pochi ohm e si mantiene costante se non si varia la tensione. 3) ripetendo pi\u00f9 volte tutto il procedimento i valori sono quantitativamente diversi ma qualitativamente identici; 4) con l\u2019ausilio di un oscilloscopio si sono misurati i tempi del cambiamento di stato dalla non conduzione alla conduzione e si sono trovati valori di pochi microsecondi. Seguono altre osservazioni lunghe e ben motivate, come l\u2019influenza delle condizioni ambientali e in particolare il tasso di umidit\u00e0 sul suo comportamento. \u00a0Vedi figure 3, 4, 5 e 6.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19080\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/3-Marcotulli-359.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1217\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/3-Marcotulli-359.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/3-Marcotulli-359-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/3-Marcotulli-359-1024x831.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/3-Marcotulli-359-768x623.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19081\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/4-Marcotulli-360.jpg\" alt=\"\" width=\"1262\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/4-Marcotulli-360.jpg 1262w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/4-Marcotulli-360-252x300.jpg 252w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/4-Marcotulli-360-862x1024.jpg 862w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/4-Marcotulli-360-768x913.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19082\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/5-Marcotulli-361.jpg\" alt=\"\" width=\"1323\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/5-Marcotulli-361.jpg 1323w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/5-Marcotulli-361-265x300.jpg 265w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/5-Marcotulli-361-903x1024.jpg 903w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/5-Marcotulli-361-768x871.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">In particolare \u00e8 importante citare che, quando il coherer era sollecitato con ripetute scintille dell\u2019accendino si osservava un certo \u201caccumulo\u201d degli effetti delle scariche nel senso che esso aumenta un po\u2019 di pi\u00f9 la conducibilit\u00e0 fino a che non si ha il processo di \u201ccoherizzazione\u201d. Inoltre la conduzione \u00e8 bidirezionale, pertanto l\u2019interpretazione della creazione di dry joint\u00a0 deve intendersi in entrambi i sensi di conduzione. La estrema non ripetibilit\u00e0 delle condizioni iniziali e dei risultati non favorisce la scelta n\u00e9 verso il modello di Lodge, n\u00e9 verso il modello di Sinigaglia \u2013Tomassetti. E neppure si pu\u00f2 fare un ulteriore proposta. Infine, l\u2019uso di un oscilloscopio a memoria\u00a0 ha mostrato una strana somiglianza al triac, sia per la tensione di innesco della conduzione sia perch\u00e9 nel triac l\u2019innesco pu\u00f2 avvenire per un impulso di corrente sull\u2019elettrodo di\u00a0 controllo, mentre nel coherer\u00a0 pu\u00f2 avvenire per un treno di o. e. m. L\u2019autore infine fa notare che mentre nel triac basta annullare la tensione di alimentazione o ridurre la corrente al di sotto di un valore caratteristico, nel coherer occorre un urto meccanico che scompigli le polveri. Inoltre in conduzione il triac si comporta come un diodo, mentre il coherer come una resistenza (estremamente \u201ccapricciosa\u201d aggiungo io). Vedi figure 7 e 8.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19083\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/6-Marcotulli-363.jpg\" alt=\"\" width=\"966\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/6-Marcotulli-363.jpg 966w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/6-Marcotulli-363-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/6-Marcotulli-363-659x1024.jpg 659w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/6-Marcotulli-363-768x1193.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Veniamo alle spinose questioni di priorit\u00e0 che derivano sia da rivendicazioni personali sia da sciovinismo, iniziando con \u00a0l\u2019esempio di Galvani, per alcuni versi sorprendente e significativo.<br \/>\nG. Dragoni, M. Lodi e G. Garofalo in <em>L\u2019opera di Marconi. \u201cFu vera gloria?\u201d<\/em>, citato sopra,\u00a0 raccontano che Marconi aveva letto attentamente sia la biografia e gli esperimenti di B. Franklin, sia l\u2019individuazione delle scariche elettriche atmosferiche da parte di Galvani. Quest\u2019ultimo in particolare potrebbe essere considerato il primo inventore di una radio ricevente; infatti usava parti di rane preparate in modo tale da evidenziarne i nervi e i muscoli, e nel 1781 i suoi collaboratori scoprirono che se nelle vicinanze della rana, cos\u00ec preparata, veniva usata una macchina elettrostatica con produzione di scintille, e poi si toccavano i nervi della rana, i muscoli si contraevano. Successivamente Galvani scopr\u00ec\u00a0 (come insegnato da Franklin) che gli effetti erano pi\u00f9 forti se si disponeva di una \u201cterra\u201d e di una \u201c antenna\u201d.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Tornando ora al nostro T. C. O. \u00e8 ormai facile trovare nella letteratura internazionale i molti nomi dei suoi precursori e di coloro che pur seguendolo cronologicamente\u00a0 rivendicarono la priorit\u00e0 dell\u2019invenzione.<br \/>\nPrimo a scoprire le propriet\u00e0 delle polveri metalliche fu\u00a0 P. S. Munk af Rosensch\u00f6ld dell\u2019Universit\u00e0 di Lund nel 1835; in particolare una scintilla elettrica emessa da una bottiglia di Leyda vicino alla fialetta, contenente la limatura metallica, ne mutava \u201cistantaneamente\u201d la conducibilit\u00e0 ; segu\u00ec nel 1852 S. A. Varley, che\u00a0 applic\u00f2 polveri dapprima metalliche poi di carbone ad un dispositivo \u00a0per la protezione delle linee del telegrafo dai fulmini. Nel 1884 appare sulla scena il nostro T. C. O. con due articoli apparsi con lo stesso titolo sul \u201cNuovo Cimento\u201d \u201c<span style=\"color: #000000;\"><em>Sulla conduttivit\u00e0 elettrica delle limature metalliche<\/em><\/span>\u201d nel 1884 e nel 1885; \u00a0a cui segue una terza memoria dal titolo:\u00a0 \u201c<span style=\"color: #000000;\"><em>Di una nuova forma che pu\u00f2 darsi all\u2019avvisatore microsismico<\/em><\/span>\u201d nel 1886.<br \/>\nSegue \u00a0E. E. D. Branly, professore di fisica a Parigi, che nel 1891 col suo \u201cradio conduttore\u201d riscopr\u00ec l\u2019effetto delle scintille, gi\u00e0 citato da Munk. Per non trascurare le lunghe vicissitudini del Prof. E. D. Hughes che scopr\u00ec nel 1872 le propriet\u00e0 di\u00a0 detector di una fiala di vetro con limatura di zinco e argento,\u00a0 che poi sostitu\u00ec col suo microfono a carbone, ben prima di H. Hertz, ma la sua dimostrazione sperimentale non fu capita dagli \u201cesperti\u201d della Royal Society, abbiamo dunque i detector \u201cmicrofonici\u201d. Quindi entra in scena J. C. Bose con la teoria dei \u201cricevitori molecolari\u201d.<br \/>\nAppare in un\u2019altra nazione il \u201cfritter\u201d e finalmente (almeno nel nostro riassunto molto succinto) il coherer di Oliver Lodge, il quale ha\u00a0 ben chiaro il concetto che le o. e. m. influenzano la conducibilit\u00e0 delle polveri metalliche ed ha la cortesia di attribuire al Branly la priorit\u00e0, pur dandone per primo una spiegazione per l\u2019epoca accettabile.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">A questi pionieri, seguirono moltissimi inventori-costruttori e si arriv\u00f2 a realizzare dei coherer autodecoherizzanti.<br \/>\nPoi Marconi invent\u00f2 il detector magnetico, ma \u00a0apparvero nel 1904 il diodo di Fleming e nel 1906 il triodo di De Forest e gli apparati cambiarono radicalmente.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">\u00a0Mi piace inoltre citare un breve brano che contribuisce ad appianare, pur ricorrendo ad una falsa cronologia, le questioni. Brano che appare in H. G. J. Aitken, \u201c<span style=\"color: #000000;\"><em>Syntony And Spark The Origins of Radio<\/em><\/span>\u201d,\u00a0 Princeton University Press 1985. pag. 285:\u00a0 \u00abThe coherer principle was, however, discovered almost simultaneously by Professor Calzecchi Onesti of Fermo, Italy, and it may be that Marconi&#8217;s knowledge of the device came from that source rather than from Branly\u00bb.<br \/>\nPer essere precisi T. C. O. pubblic\u00f2 il suo primo articolo sul Nuovo Cimento nel 1884, mentre Branly nel 1891. Marconi, pur essendo a conoscenza delle esperienze di T. C. O. fin dal 1902-1903 e forse da molto prima per merito di Vincenzo Rosa, nel suo discorso per il Nobel, cit\u00f2 Branly ma non T. C. O. e questo dice pur qualcosa del suo modo di fare.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Nel libro citato sopra, V. J. Phillips, da pag. 57 a pag. 60 riporta le interpretazioni del fenomeno di coherizzazione, ma credo a questo punto di aver esaurientemente illustrato, con lo scritto del Prof. Guido Pegna, che esso ancor oggi resta inspiegabile.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">\u00a0Gli schemi del trasmettitore e del ricevitore marconiani (le scritte in verde sono mie) sono tratti da:\u00a0 G. Marconi, <\/span><em style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">La radiotelegrafia<\/em><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">, (conferenza tenuta il 20 giugno 1922 a New York), apparso su il Giornale di Fisica, Vol. 15, S. I. F., Bologna 1974. Una figura mostra un tipo di tapper con avvisatore acustico (campanello): non appena il coherer conduce il campanello inizia a suonare ma nel contempo il braccetto percuote il coherer che diventa non conduttore e il suono cessa; essa \u00e8 tratta da U. Guerra, <\/span><span style=\"color: #000000;\"><em style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Elementi di telegrafia senza filo<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">, Sonzogno, Milano. La figura 999 \u00e8 a pag. 1026 del <span style=\"color: #000000;\"><em>Elementary Treatise on Physics Experimental and Applied transalted from Ganot&#8217;s \u00c9l\u00e9ments De Physique<\/em><\/span> by E. Atkinsons, W. Wood &amp; Co. New York 1910.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19086\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-22.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"823\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-22.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-22-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-22-1024x562.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-22-768x421.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19092\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-33.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"667\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-33.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-33-300x133.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-33-1024x455.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-33-768x342.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19087\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-44.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"588\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-44.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-44-300x118.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-44-1024x401.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-44-768x301.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19088\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-55.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"459\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-55.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-55-300x92.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-55-1024x313.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Baliili-600-55-768x235.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19089\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-66.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"764\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-66.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-66-300x153.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-66-1024x522.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-66-768x391.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19090\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-77.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"910\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-77.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-77-300x182.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-77-1024x621.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-77-768x466.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19091\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-88.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"631\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-88.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-88-300x126.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-88-1024x431.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Foto-Balilli-600-88-768x323.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Le foto riportate qui sopra ritraggono i vari componenti sia del coherer, sia dell\u2019oscillatore di Righi che in seguito saranno montati nei nuovi \u00a0riflettori cilindrici a sezione parabolica costruiti magistralmente da Federico Balilli con la supervisione di Mario Guidone.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Le apparecchiature, realizzate negli anni seguenti da Balilli ed usate in svariate dimostrazioni, sono oggi esposte nel corridoio non appena varcato l\u2019ingresso del Triennio del \u201cMontani\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\"><strong>Nota 1<\/strong>: G. Sinigaglia, accortosi del mio stato, mi disse: \u201cNon essere preoccupato: chi conosce l\u2019argomento ha piacere di risentirlo e tende ad essere indulgente per eventuali tue inesattezze; chi non lo conosce cerca solo di capire\u2026\u201d. Da quel giorno ho fatto tesoro del consiglio nei miei interventi a carattere divulgativo rivolti ad un pubblico eterogeneo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\"><strong>Bibliografia minima.<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Oltre ai volumi e articoli citati nel testo,\u00a0 per un approfondimento della biografia di T. C. O. consiglio:<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">A cura di E. Fedeli e M. Guidone, <span style=\"color: #000000;\"><em>La conquista della telegrafia senza fili, Temistocle Calzecchi Onesti e il Coherer<\/em><\/span>,\u00a0 Nuova Alfa Editoriale, Bologna, 1987.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Inoltre un diverso approccio biografico si trova in M. Rotunno, <span style=\"color: #000000;\"><em>Temistocle Calzecchi Tra Scienza e Poesia<\/em><\/span>, A. Livi, Fermo 2014.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Per una vasta documentazione dell\u2019epoca: A. Righi e B. Dessau,<span style=\"color: #000000;\"><em> La telegrafia senza filo<\/em><\/span>, N. Zanichelli, Bologna\u00a0 1903.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">O. Murani, <span style=\"color: #000000;\"><em>Trattato elementare di fisica, Vol. II ottica ed elettricit\u00e0<\/em><\/span>, U. Hoepli, Milano 1931.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Per chi fosse interessato a leggere una biografia di T.C.O. in rete c\u2019\u00e8 una vasta scelta, per quanto nessuna delle letture offerte rende merito alla sua complessa personalit\u00e0.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Lavori \u00a0un po\u2019 ripetitivi si trovano facilmente in internet; ne cito alcuni:<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt; color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.sisfa.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/xviGuidone.pdf\">http:\/\/www.sisfa.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/xviGuidone.pdf<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt; color: #0000ff;\">http:\/\/www.fgm.it\/marconi\/personaggi\/temistocle-calzecchi-onesti.html<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt; color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.scienzainrete.it\/italia150\/temistocle-calzecchi-onesti\">http:\/\/www.scienzainrete.it\/italia150\/temistocle-calzecchi-onesti<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt; color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.museomarconi.it\/apparati_museo\/coherer\/\">https:\/\/www.museomarconi.it\/apparati_museo\/coherer\/<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; color: #008000; font-size: 18pt;\">Per ingrandire le immagini cliccare su di esse col tasto destro del mouse e scegliere tra le opzioni.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FABIO PANFILI Un giorno il collega e amico Prof. Mario Guidone, scomparso nel 2005, mi disse che quando si\u00a0 commemorano le persone che ci hanno lasciato, dopo tre righe di appunti si inizia a parlare di se stessi. E dunque in questo riassunto, mi permetto di \u00a0raccontare gli avvenimenti in prima persona. Conobbi M. &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/2-il-coherer-e-un-convegno-del-1985\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Temistocle Calzecchi Onesti, il coherer e un convegno del 1985&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19058"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19058"}],"version-history":[{"count":19,"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19058\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26191,"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19058\/revisions\/26191"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}