﻿{"id":1702,"date":"2017-11-20T00:01:52","date_gmt":"2017-11-19T23:01:52","guid":{"rendered":""},"modified":"2023-12-21T18:41:24","modified_gmt":"2023-12-21T17:41:24","slug":"metro_campione133","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/metro_campione133\/","title":{"rendered":"Metro campione (Museo MITI)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-17676\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1DaMaFaPaf0020.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"495\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1DaMaFaPaf0020.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1DaMaFaPaf0020-300x99.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1DaMaFaPaf0020-1024x338.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1DaMaFaPaf0020-768x253.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-17669\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2IMGFeBaFaPa0194.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2IMGFeBaFaPa0194.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2IMGFeBaFaPa0194-300x86.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2IMGFeBaFaPa0194-1024x294.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2IMGFeBaFaPa0194-768x220.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Metro campione.<br \/>\nNell\u2019inventario dell`agosto del 1906, pag. 158 n\u00b0 582, viene dichiarato gi\u00e0 esistente e in buona condizione, vi si legge infatti in bellissima grafia: \u201cAgosto 1906. Gabinetto di Elettrotecnica. Metro campione Pisati &#8230; \u20a4 100\u201d; \u00e8 citato inoltre nell\u2019inventario del 1912 a pag. 53, n\u00b0 906, ma solo come : \u201cMetro campione in cassetta &#8230;\u201d .<br \/>\nPer scrupolo filologico comunque bisogna dire che nel dicembre del 2015 abbiamo trovato un disegno con relativa didascalia in due diversi cataloghi della Max Kohl A. G. Chemnitz Germany di un metro campione che sembra del tutto identico a questo.<br \/>\nLa citazione nell\u2019inventario del 1906 dunque potrebbe solo riferirsi al ruolo del Pisati come \u201csuggeritore\u201d dell\u2019acquisto, poich\u00e9 dalle biografie non pare sia stato un costruttore.<br \/>\nPer avere ulteriori informazioni sull\u2019argomento scrivere: \u201cMax\u201d su Cerca; scrivendo \u201cPisati\u201d si possono avere informazioni sulla biografia di Giuseppe Pisati ed osservare le foto della pagina 158 dell\u201dinventario del 1906. L\u2019esemplare nelle foto \u00e8 visibile dinanzi alla sua cassetta di custodia ed \u00e8 costituito da una lamina sottile di metallo inossidabile di aspetto argenteo, fissata su una scanalatura ricavata in una massiccia sbarra di una lega simile all\u2019ottone.<br \/>\nSulla lamina sono incise le tacche dei millimetri, mentre i numeri si leggono sulla sbarra.<br \/>\nIl primo e l\u2019ultimo millimetro sono suddivisi ognuno in cinque parti, osservabili a occhio nudo.<br \/>\nTale suddivisione \u00e8 dovuta ai limiti di risoluzione dell\u2019occhio umano che non distingue bene sotto i due decimi di millimetro.<br \/>\nIl millimetro vicino allo zero \u00e8 consumato dall\u2019uso.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Giuseppe Pisati (1842-1891) nel 1877 fu membro della Commissione Superiore dei Pesi e delle Misure e nel 1878 fu incaricato di svolgere il confronto tra i prototipi italiani e quelli conservati a S\u00e9vres, vicino Parigi.\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">Il metro, come unit\u00e0 di misura della lunghezza, venne introdotto in Francia il 30 marzo del 1791 e fu d<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">efinito come la decimilionesima parte del quarto di meridiano, dal polo Nord all\u2019equatore.<br \/>\nIl giorno 8 maggio del 1790, l\u2019Assemblea Nazionale francese, per evitare la confusione esistente nelle principali misure in uso, decise di adottare una unit\u00e0 di lunghezza derivata dalla grandezza del meridiano terrestre. Tale suggerimento veniva da una Commissione, nominata dall\u2019Accademia, formata da Borda, Lagrange, Laplace, Monge e Condorcet. Mechain e Delambre misurarono per triangolazione l\u2019arco di meridiano. Combinando i loro risultati con quelli ottenuti precedentemente nel Per\u00f9, essi trovarono per la lunghezza del quarto di meridiano terrestre 5130740 tese. La tesa di ferro dell\u2019Accademia era detta anche del Per\u00f9.<br \/>\nLa decimilionesima parte di questo valore fu chiamata metro e fu costruita una sbarra di platino di tale lunghezza alla temperatura del ghiaccio fondente.<br \/>\nQuesta sbarra fu depositata negli Archivi di Parigi; siccome l\u2019unit\u00e0 era determinata dalla distanza dei suoi bordi salienti, le copie cos\u00ec fatte si chiamarono metri \u201c\u00e0 bout\u201d.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\"> L\u2019uso di questi per\u00f2 ne determinava il consumo dei bordi, furono perci\u00f2 sostituiti in seguito dai metri a tratti, nei quali la lunghezza unitaria era indicata da due tratti finissimi segnati sopra una sbarra di lunghezza maggiore.<br \/>\nMisure pi\u00f9 accurate, effettuate tra il 1792 e il 1798 da Delambre sul meridiano che attraversa la Francia da Dunkerque a vicino Barcellona, mostrarono che la lunghezza del meridiano era un po\u2019 pi\u00f9 grande.<br \/>\nDa misure svolte nel 1960 essa risulta grosso modo di 40007887 m, infatti la superficie terrestre muta continuamente.<br \/>\nNel 1799 N. Fortin costru\u00ec un regolo di platino di sezione rettangolare ( 25 mm \u00d7 4,05 mm), chiamato successivamente \u201cmetro legale\u201d o \u201cdegli archivi\u201d, la cui distanza tra le facce estreme venne assunta di un metro alla temperatura del ghiaccio fondente.<br \/>\nQuesto campione per\u00f2 risult\u00f2 pi\u00f9 corto di 0,1 &#8211; 0,2 mm, errore dovuto alla macchina che lavorava le facce parallele.<br \/>\nNel 1875 venne firmata dai rappresentanti di 17 nazioni la Convenzione Metrica Internazionale.<br \/>\nNel 1889 la Commissione Metrica Internazionale, riunita a Parigi, adott\u00f2 come metro campione il regolo di platino (90%) e iridio (10%) sul quale sono incisi due gruppi di tre righe vicinissime.<br \/>\nLa distanza tra le due tacche centrali fu assunta uguale al metro, da questo furono tratte molte copie.<br \/>\nIl \u201cPrototipo internazionale\u201d fu il n\u00b0 6 che, insieme ai numeri 13 e 19, \u00e8 conservato con molta cura presso il Bureau International des Poids et Measures nel padiglione di Breteuil a S\u00e9vres, Parigi.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\">\u00a0Tale campione dunque non era pi\u00f9 riferito al meridiano terrestre ma al regolo gi\u00e0 realizzato da Fortin, opportunamente corretto e dalla sezione quadrata a forma di H di lato 20 mm.<br \/>\nLa copia n\u00b0 1, assegnata all\u2019Italia nel 1889, \u00e8 custodita presso l`Ufficio Metrico Centrale di Roma<br \/>\nPurtroppo le dimensioni del regolo originale si sono modificate per processi di cristallizzazione della struttura, come sono cambiate le copie del prototipo fatte con lo stesso materiale. \u00c8 divenuto pertanto necessario il ricorso ad altri campioni.<br \/>\nNel 1960 \u00e8 stata adottata una diversa definizione: il metro campione corrisponde a 1.650.763,73 lunghezze d`onda nel vuoto della riga spettrale rosso-arancio dell\u2019isotopo 86 del Kripton, corrispondente alla transizione tra i livelli 2p<sup>10<\/sup> e 5d<sup>5<\/sup>, rispettando ancora la lunghezza tra le due tacche del metro campione.<br \/>\nNel 1983 \u00e8 stata introdotta una nuova definizione: il metro campione \u00e8 la distanza percorsa nel vuoto dalla luce del laser He-Ne in 1\/299.792.458 secondi. Il laser elio-neon emette luce monocromatica e coerente di lunghezza d\u2019onda 632,8 nm, consentendo una precisione di una parte su un miliardo.<br \/>\nA tutt\u2019oggi (anno 2017) l\u2019ultima.<br \/>\nBibliografia.<br \/>\nLa bibliografia sull\u2019argomento \u00e8 vasta e frammentaria.<br \/>\nA. Battelli e P. Cardani, <em>Trattato di Fisica Sperimentale<\/em>, Vol. I, F. Vallardi, Milano 1913.<br \/>\nM. Fazio e M.C. Montano, <em>Una fisica nuova<\/em>, Vol. I, Morano, Napoli 1984.<br \/>\nM. Fazio, <em>I campioni di unit\u00e0 di misura<\/em>, Le Scienze N\u00b0 31, marzo 1971.<br \/>\nUna breve biografia di Giuseppe Pisati si trova in F. Cajori, <em>Storia della Fisica elementare<\/em>, N. Zanichelli, Bologna 1908.<br \/>\n<span style=\"color: #993300;\">Il metro campione \u00e8 esposto al Museo MITI, su proposta di Fabio Panfili.<\/span><br \/>\nFoto di Daniele Maiani, di Contemporanea Progetti e di Federico Balilli; elaborazioni, ricerche e testo di Fabio Panfili.<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">Per ingrandire le immagini cliccare su di esse col tasto destro del mouse e scegliere tra le opzioni.<\/span><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-17677\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/3FERCoProFaPa0621.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1116\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/3FERCoProFaPa0621.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/3FERCoProFaPa0621-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/3FERCoProFaPa0621-1024x762.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/3FERCoProFaPa0621-768x571.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-17678\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/4IMGXFBFP0197.jpg\" alt=\"\" width=\"1385\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/4IMGXFBFP0197.jpg 1385w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/4IMGXFBFP0197-277x300.jpg 277w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/4IMGXFBFP0197-945x1024.jpg 945w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/4IMGXFBFP0197-768x832.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-17679\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/5IMGFedBaFaPa0197.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"821\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/5IMGFedBaFaPa0197.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/5IMGFedBaFaPa0197-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/5IMGFedBaFaPa0197-1024x560.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/5IMGFedBaFaPa0197-768x420.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-17680\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/6IMGFeBaFaPa0197.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1393\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/6IMGFeBaFaPa0197.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/6IMGFeBaFaPa0197-300x279.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/6IMGFeBaFaPa0197-1024x951.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/6IMGFeBaFaPa0197-768x713.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-17681\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/7DMFPp0020.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"582\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/7DMFPp0020.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/7DMFPp0020-300x116.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/7DMFPp0020-1024x397.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/7DMFPp0020-768x298.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Metro campione. Nell\u2019inventario dell`agosto del 1906, pag. 158 n\u00b0 582, viene dichiarato gi\u00e0 esistente e in buona condizione, vi si legge infatti in bellissima grafia: \u201cAgosto 1906. Gabinetto di Elettrotecnica. Metro campione Pisati &#8230; \u20a4 100\u201d; \u00e8 citato inoltre nell\u2019inventario del 1912 a pag. 53, n\u00b0 906, ma solo come : &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/metro_campione133\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Metro campione (Museo MITI)&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1702"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1702"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1702\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25213,"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1702\/revisions\/25213"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1702"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1702"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1702"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}