﻿{"id":1669,"date":"2017-11-11T00:00:00","date_gmt":"2017-11-10T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2023-12-12T18:11:55","modified_gmt":"2023-12-12T17:11:55","slug":"emisferi_di100","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/emisferi_di100\/","title":{"rendered":"Emisferi di Magdeburgo G. B. Paravia (R. Oss)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-22376\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1DSCPFaPaN9361.jpg\" alt=\"\" width=\"1214\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1DSCPFaPaN9361.jpg 1214w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1DSCPFaPaN9361-243x300.jpg 243w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1DSCPFaPaN9361-829x1024.jpg 829w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1DSCPFaPaN9361-768x949.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-22377\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2DSCPFaPaN9362.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1217\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2DSCPFaPaN9362.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2DSCPFaPaN9362-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2DSCPFaPaN9362-1024x831.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2DSCPFaPaN9362-768x623.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <span style=\"font-size: 18pt;\">Emisferi di Magdeburgo G. B. Paravia.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 18pt; color: #993300;\"> Questo esemplare \u00e8 stato donato nel novembre del 2014 dal Sig. Roberto Oss di Trento al Montani, tramite Fabio Panfili. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\"><span style=\"color: #993300;\">Lo ringraziamo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 18pt;\"> Se ne ignora la data di fabbricazione.<br \/>\nEsso \u00e8 di piccole dimensioni e manca di una maniglia che si avvitava nell`emisfero superiore.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 18pt;\"> Gli emisferi furono ideati e realizzati da Otto von Guericke (1602-1686), che fu borgomastro della citt\u00e0 di Magdeburgo (di qui il loro nome) in Germania.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-22378\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/5StamporigEmisfGuericke.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"867\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/5StamporigEmisfGuericke.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/5StamporigEmisfGuericke-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/5StamporigEmisfGuericke-1024x592.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/5StamporigEmisfGuericke-768x444.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><br \/>\nNumerose fonti storiche narrano che nel 1657 un gruppo di 8 cavalli per parte non riusc\u00ec a dividere i due emisferi, una volta che al loro interno fu fatta una buona rarefazione dell`aria con la pompa anch`essa ideata e costruita da von Guericke nel 1650. Gli emisferi erano di bronzo ed avevano un raggio di 0,36 m.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 18pt;\"> Von Guericke calcol\u00f2 che la forza necessaria per dividerli doveva essere almeno di 12.000 N [Abbiamo trasformato le unit\u00e0 di misura usate da von Guericke in quelle del S. I.]. Un breve calcolo molto approssimato ci suggerisce che la pompa di von Guericke non faceva un buon vuoto e vi era una discreta pressione residua della quale egli era ben conscio, ma la prova riusc\u00ec ugualmente.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 18pt;\"> Con esperimenti di questo tipo si mostravano sia l`effetto della pressione atmosferica, sia l`esistenza del vuoto\u00a0 (inteso come quasi assenza di gas).<br \/>\nGli emisferi di Magdeburgo divennero, nel corso del XIX e anche del XX secolo, uno degli esperimenti classici da eseguire nelle scuole.<br \/>\nNel Laboratorio di Fisica del Montani c&#8217;\u00e8 un esemplare funzionante che viene tuttora usato per la dimostrazione che descriveremo; la differenza costruttiva principale di questo consiste nelle maniglie saldate agli emisferi e nell`incavo nel quale si posiziona un anello di gomma. Si deve subito far osservare che i due emisferi, che combaciano perfettamente, una volta uniti, si possono separare con estrem<\/span><\/span><span style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">a facilit\u00e0.<br \/>\nNon vanno usati n\u00e9 grasso n\u00e9 sostanze adesive.<br \/>\nDunque si uniscono i due emisferi e si posiziona il rubinetto con la chiavetta disposta in senso verticale. Si appoggia poi la base sul disco di gomma della pompa e la si aziona per qualche minuto.<br \/>\nAll`inizio \u00e8 bene premere leggermente sull`emisfero superiore per facilitare l`operazione. Quindi si chiude il rubinetto (chiavetta orizzontale) e si toglie l`apparecchio dal disco. Si noter\u00e0 che a volte questa manovra richiede un discreto sforzo. Poi si invitano due allievi a separare i due emisferi tirando in versi opposti.<br \/>\n\u00c8 naturale la loro meraviglia nel constatare che non riescono nell`intento.<br \/>\nBasta infine aprire leggermente il rubinetto per far entrare l`aria e le due parti come per incanto si separeranno agevolmente.<br \/>\nBisogna accuratamente evitare che gli emisferi in questa fase cadano a terra poich\u00e9 si possono danneggiare divenendo inservibili. Se il danno \u00e8 minimo si pu\u00f2 eventualmente ricorrere ad una tornitura ben fatta e successiva smerigliatura.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">\u00a0Si noti che gli emisferi di questo esemplare sono avvitati uno alla base e l`altro alla maniglia. Anche il rubinetto \u00e8 avvitato. Occorrono dunque delle guarnizioni adatte. All`epoca si usavano rondelle di sottile cuoio ben conciato, imbevuto di olio e spalmato di grasso minerale.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">\u00a0Nel foglio \u201c<em>Istruzione N. 159\u201d<\/em>\u00a0della Paravia, forse risalente ad un`epoca lievemente posteriore a quella stimata per questo esemplare, si raccomanda di non usare rondelle fatte di altri materiali come fibra, gomma, plastica, ecc. .<br \/>\nSe l`insegnante vuole approfondire di poco l`argomento pu\u00f2 far fare un calcolo molto approssimato della forza necessaria a separare i due emisferi.<br \/>\nSupposto che la pompa faccia una buona rarefazione, e che vi sia una buona tenuta d`aria, si misura il diametro della sfera e quindi si calcola la superficie del cerchio massimo (poich\u00e9 le forze dovute alla pressione atmosferica sono perpendicolari alla superficie sferica, questo trucco serve per ottenere una stima approssimata della forza risultante che bisogna vincere per separare gli emisferi). Poi si moltiplica detta superficie per la pressione atmosferica standard (101.300 Pa) e si ottiene la forza di cui si parlava prima, dovuta al peso dell`aria sovrastante. \u00c8 ovvio che la forza vera da applicare sar\u00e0 minore per l`effetto dell`aria residua nella sfera.<br \/>\nLa meraviglia che destano simili esperimenti \u00e8 dovuta al nostro vivere immersi nell`aria che nasconde la consapevolezza del peso dell`aria stessa.<br \/>\nEvangelista Torricelli fu il primo a scrivere chiaramente su questo argomento.<br \/>\nOtto von Guericke costru\u00ec pure un barometro ad acqua accanto alla sua casa, e si racconta che vi galleggiasse una papera di legno. Quando la pressione atmosferica era alta, la papera superava il tetto della casa ed era bel visibile al viandante.<br \/>\nIl primo a realizzare un tal barometro fu Gasparo Berti a Roma nel 1640 (e quindi tre anni prima di Torricelli che us\u00f2 il mercurio) e quel barometro deve essere pi\u00f9 alto di 11\/12 metri (mentre quello di Torricelli \u00e8 alto un metro). La stampa originale visibile nella quarta immagine \u00e8 conservata presso il Deutsches Museum di Monaco, insieme agli emisferi di Otto von Guericke, si trova inoltre nel libro di G. Schott, <em>Mechanica hydraulico-pneumatica<\/em>, W\u00fcrzburg 1657.<br \/>\nSe si desidera avere informazioni sui barometri di Torricelli o di Fortin, basta scrivere \u201cBarometro\u201d su Cerca.<br \/>\nFoto di Claudio Profumieri, elaborazioni, ricerche e testo di Fabio Panfili.<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">Per ingrandire le immagini cliccare su di esse col tasto destro del mouse e scegliere tra le opzioni.<\/span><br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-22379\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/3DSCPFaPaN9359.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1061\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/3DSCPFaPaN9359.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/3DSCPFaPaN9359-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/3DSCPFaPaN9359-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/3DSCPFaPaN9359-768x543.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-22380\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/4DSCPFaPaN9360.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"833\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/4DSCPFaPaN9360.jpg 1500w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/4DSCPFaPaN9360-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/4DSCPFaPaN9360-1024x569.jpg 1024w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/4DSCPFaPaN9360-768x426.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Emisferi di Magdeburgo G. 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