﻿{"id":11636,"date":"2018-07-29T12:48:14","date_gmt":"2018-07-29T10:48:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/?p=11636"},"modified":"2023-12-26T20:56:34","modified_gmt":"2023-12-26T19:56:34","slug":"due-diodi-vapore-hg-rca-872a-n-8031-n-8831","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/due-diodi-vapore-hg-rca-872a-n-8031-n-8831\/","title":{"rendered":"Diodi a vapore di Hg RCA 872A N\u00b0 8031 e N\u00b0 8831"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-24190\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/1DSCPFaPa4125.jpg\" alt=\"\" width=\"627\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/1DSCPFaPa4125.jpg 627w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/1DSCPFaPa4125-125x300.jpg 125w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/1DSCPFaPa4125-428x1024.jpg 428w\" sizes=\"(max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-24191\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/2DSCPFaPa4126.jpg\" alt=\"\" width=\"595\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/2DSCPFaPa4126.jpg 595w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/2DSCPFaPa4126-119x300.jpg 119w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/2DSCPFaPa4126-406x1024.jpg 406w\" sizes=\"(max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><span style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif;\">Due diodi a vapore di Hg RCA 872A<br \/>\nLe prime due foto sono del N\u00b0 8031; la terza e la quarta sono del N\u00b0 8831.<br \/>\nIl tubo 872A G5B della RCA \u00e8 un diodo a vapore di mercurio progettato per essere utilizzato come raddrizzatore a semionda in radiotrasmittenti e per dispositivi di riscaldamento in radio frequenza.<br \/>\nLa bassa caduta di tensione interna, permettendo al tubo di condurre a tensioni applicate relativamente basse, contribuisce ad un funzionamento efficiente.<br \/>\nPer frequenze da 25 a 150 Hz presenta tensione anodica inversa di picco di 10 kV con corrente anodica media di 1,25 A.<br \/>\nLe sue caratteristiche generali sono: tensione di filamento 5,0 V; corrente di filamento 7,5 A; tempo minimo di riscaldamento del filamento 30 s.<br \/>\nPrima di applicare la tensione anodica, deve essere consentito un tempo sufficiente per portare il mercurio, condensato in basso, alla temperatura di esercizio che \u00e8 riferita al bordo superiore della base e deve restare nel range tra 20\u00b0C e 60 \u00b0C circa.<br \/>\nSe il mercurio non \u00e8 condensato in basso, bisogna tenere acceso il filamento per 15 &#8211; 30 minuti prima di dar tensione alla placca.<br \/>\nLa caduta di tensione interna del tubo \u00e8 approssimativamente di 10 V. Corrente massima anodica istantanea (da 25 a 150 Hz) 5,0 A; corrente anodica media 1,25 A per un tempo medio di 15 s.<br \/>\nLe sue dimensioni sono di 20 \u00d7 6 cm.<br \/>\nLa presenza di campi elettrostatici o magnetici \u00e8 dannosa per la durata e per il corretto funzionamento del tubo, pertanto in simili casi esso va schermato e si deve provvedere ad una sua adeguata ventilazione e a mantenere la temperatura del mercurio condensato nei valori normali. Nei diodi a vuoto gli elettroni che fuoriescono dal catodo per effetto termoionico, si dirigono verso l\u2019anodo accelerati dal campo elettrico dovuto alla differenza di potenziale anodo-catodo.<br \/>\nMa se questa \u00e8 assente, si forma nelle vicinanze del catodo una nube di elettroni (zona di carica spaziale) che vengono attirati dal catodo diventato positivo.<br \/>\nSe invece la tensione anodica \u00e8 applicata ma non \u00e8 molto grande una parte della nube elettronica permane per due motivi: nelle vicinanze del catodo la densit\u00e0 della corrente anodica \u00e8 massima e la velocit\u00e0 degli elettroni \u00e8 minima. Questa carica spaziale negativa costituisce una sorta di schermo al potenziale anodico.<br \/>\nLa densit\u00e0 di carica spaziale dipende dunque dalla velocit\u00e0 degli elettroni e dunque, all\u2019aumentare della tensione anodica la carica stessa diminuisce e la corrente aumenta fino alla saturazione.<br \/>\nNei normali diodi a vuoto vi sono decine di miliardi di molecole di gas per centimetro cubo, eppure un elettrone pu\u00f2 percorrere varie decine di metri senza urtare nessuna molecola. Siccome la distanza tra anodo e catodo \u00e8 assai piccola, praticamente la presenza di gas residui non ha alcun effetto sul comportamento del tubo.<br \/>\nMa se al suo interno aggiungiamo delle goccioline di mercurio, quando il filamento \u00e8 acceso esso evapora parzialmente facendo aumentare notevolmente il numero di molecole libere.<br \/>\nDi conseguenza il libero cammino medio di un elettrone diviene dell\u2019ordine di un millimetro e l\u2019urto diventa molto probabile.<br \/>\nGli elettroni che, partendo da catodo si dirigono verso l\u2019anodo urtano le molecole del vapore e, se hanno sufficiente energia cinetica dovuta la potenziale anodo-catodo, riescono a ionizzare dette molecole che divengono positive.<br \/>\nGli elettroni ottenuti per ionizzazione sono poco numerosi rispetto a quelli forniti dal catodo e non influenzano il comportamento del tubo; ma la presenza degli ioni positivi, che lentamente (data la loro massa ben pi\u00f9 grande di quella dell\u2019elettrone) si dirigono verso il catodo, forma una carica spaziale che neutralizza quella elettronica descritta sopra. Il comportamento del diodo cambia notevolmente:<br \/>\n1) \u00c8 sufficiente una tensione anodica relativamente piccola per ottenere correnti elevate.<br \/>\n2) La potenza dissipata nel tubo, a parit\u00e0 di corrente, \u00e8 molto minore che nel diodo a vuoto per la minore tensione richiesta.<br \/>\n3) La caduta di tensione ai capi del tubo \u00e8 dell\u2019ordine di 10-20 volt.<br \/>\n4) La tensione inversa che il tubo pu\u00f2 sopportare \u00e8 molto pi\u00f9 alta che nei diodi a vuoto.<br \/>\nSi ricorda che la massima tensione inversa \u00e8 quella oltre la quale tra anodo e catodo si innesca una scarica che danneggia il tubo.<br \/>\nLa corrente-media-anodica \u00e8 il valore ottenuto integrando la corrente anodica istantanea rispetto ad un tempo specificato e mediando il risultato.<br \/>\nIl limite massimo della corrente-media-anodica indica la pi\u00f9 alta corrente media che pu\u00f2 essere permessa di fluire nel tubo nella direzione di normale conduzione.<br \/>\nInformazioni pi\u00f9 complete si trovano ai seguenti indirizzi:<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">https:\/\/frank.pocnet.net\/sheets\/049\/8\/872A.pdf<\/span><br \/>\noppure<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">http:\/\/ds.agavaceae.ru\/docs\/872-A.pdf<\/span><br \/>\nistruzioni della RCA.<br \/>\ned anche<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">https:\/\/frank.pocnet.net\/sheets\/081\/8\/866A.pdf.<\/span><br \/>\ne inoltre<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">http:\/\/electronbin.com\/sheets\/026\/8\/872A.pdf .<\/span><br \/>\nLe due figure, adattate al sito, sono state tratte da <span style=\"color: #000000;\"><em>Handbook of Amateur Tube Uses<\/em><\/span>. Edited by Engineering staff Raytheon Production Corporation, Newton Mass. 1938. Questo manuale si trova all&#8217;indirizzo:<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">https:\/\/ia800500.us.archive.org\/28\/items\/HandbookOfAmateurTubeUses\/Raytheon1938HandbookOfAmateurTubeUses.pdf<\/span><br \/>\no all&#8217;indirizzo:<br \/>\n<span style=\"color: #0000ff;\">http:\/\/www.bunkerofdoom.com\/tube\/man\/index.html<\/span><br \/>\nPer avere altre informazioni sul diodo a vapori di mercurio, cercare le schede dedicate al Diodo RCA 872A N\u00b0 8072; al tubo Mullard RG3 e al diodo Fivre 872A alla voce Radiotecnica.<br \/>\nNota: il mercurio fonde a \u2013 38,83 \u00b0C e bolle a 356,73 \u00b0C.<br \/>\nFoto di Claudio Profumieri, elaborazioni, ricerche e testo a cura di Fabio Panfili.<br \/>\n<span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;\"><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt; color: #008000;\">Per ingrandire le immagini cliccare su di esse col tasto destro del mouse e scegliere tra le opzioni.<\/span><\/span><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-24192\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/3DSCPFaPa4160.jpg\" alt=\"\" width=\"566\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/3DSCPFaPa4160.jpg 566w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/3DSCPFaPa4160-113x300.jpg 113w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/3DSCPFaPa4160-386x1024.jpg 386w\" sizes=\"(max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-24193\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/4DSCPFaPa4161.jpg\" alt=\"\" width=\"654\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/4DSCPFaPa4161.jpg 654w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/4DSCPFaPa4161-131x300.jpg 131w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/4DSCPFaPa4161-446x1024.jpg 446w\" sizes=\"(max-width: 654px) 100vw, 654px\" \/><\/span><\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-11643\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/5RCA.872Apag63.jpg\" alt=\"\" width=\"1304\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/5RCA.872Apag63.jpg 1304w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/5RCA.872Apag63-261x300.jpg 261w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/5RCA.872Apag63-768x883.jpg 768w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/5RCA.872Apag63-890x1024.jpg 890w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-11644\" src=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/6RCA.872Apag63Schemi.jpg\" alt=\"\" width=\"1015\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/6RCA.872Apag63Schemi.jpg 1015w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/6RCA.872Apag63Schemi-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/6RCA.872Apag63Schemi-768x1135.jpg 768w, https:\/\/www.istitutomontani.edu.it\/museovirtuale\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/6RCA.872Apag63Schemi-693x1024.jpg 693w\" sizes=\"(max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due diodi a vapore di Hg RCA 872A Le prime due foto sono del N\u00b0 8031; la terza e la quarta sono del N\u00b0 8831. 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